I 7 posti più “instagrammati” del Nord di Spagna Siete mai stati in uno di questi posti magici nel nord di Spagna?

La Spagna è un paese da conoscere e visitare. Come molti paesi nasconde angoli magici. Alcuni di questi sono i più fotografati in Instagram ed eccone una lista.

Ed ecco a voi i 7 posti più “instagrammati” del Nord di Spagna:

[Fonte: Trendencias.com]

Leggende storiche di Spagna: San Borondòn la ottava isola canaria Una delle leggende più famose dell'arcipelago canario

 

Questa è un delle leggende più famose dell’arcipelago canario.

La leggenda vuole che nel VI secolo il missionario San Brandàn viaggio per l’oceano Atlantico per diffondere la parola del Signore, quando torno raccontò che trovò una isola che era praticamente un paradiso terrestre.

Così inizio questa leggenda… ma è una vera leggenda o questa isola esiste veramente?

Esistono parecchie mappe dell’epoca dove una ottava isola canaria risulta presente nell’arcielago, a largo della isola del El Hierro.

Nel corso dei secoli si èe sempre pensato che fosse una “bufala” ma alcuni marinai giurano che questa isola esiste e appare e scompare a suo piacimento.

Leggende Storiche di Spagna: il figlio di Guzmán il buono Questa è una storia di coraggio e onore di altri tempi che ha come protagonista Guzman il buono.

Questa è una storia di coraggio e onore di altri tempi che ha come protagonista Guzman il buono.

Alonso Pérez de Guzmán un nobile il quale aveva il compito, datogli dal Re, di proteggere Tarifa dall’assedio dei Mori. Questi non riuscendo a prendere il castello riuscirono a sequestrare il figlio di Guzmán. Il ricatto dei Mori era chiaro: o tagliavano la gola al figlio di Guzmán, o il condottiero spagnolo doveva cedere loro la cittá.

Al ricatto dei Mori Guzmán rispose lanciando un coltello dal castello dicendo, più o meno così :”Uccidetelo con questo perché preferisco avere onori senza un figlio, che un figlio con il mio onore macchiato.” Una dimostrazione di fedeltá da parte di Guzmán che costó la vita al figlio.

Questa atto di fedeltà da parte di Guzmán nei confronti del Re gli valse il nome di Guzmán il buono e la proprietá terriera di Sanlúcar.

Leggende storiche di Spagna: Gli amanti di Teruel Una leggenda d'amore, di morte e disperazione

gli amanti di teruel

Questa leggenda storica ha come scenografia la cittadina di Teruel e la trama è degna di Shakespeare. Si narra che due giovani si incontrarono un giorno al mercato e si innamorarono follemente l’uno dell’altra. Lei, Isabel de Segura, figlia di un nobile della città; Lui, Juan Martínez de Marcilla, di povera ma onorata e onesta famiglia. Sono conosciuti come gli amanti di Teruel.

Il loro sentimento era nobile, sincero e ricambiato tanto che decisero di sposarsi. Ma quando Juan chiese la mano di Isabel al padre rifiutò perché il giovane pretendente non aveva una buona dote. Allora Juan decise di andare in guerra per raccimolare la somma adeguata per sposare Isabel. Juan decise di andarse per 5 anni e Isabel promise d’aspettarlo.

Trascosi i 5 anni, siamo nel 1217, Isabel cedette alle pressioni del padre e si sposò. Juan nel frattempo ritornó dalla guerra. Quando Isabel disse a Juan che si era sposata l’amato cadde ai suoi piedi morto. Durante il funerale di Juan, come narra la leggenda, Isabel volle dare un ultimo bacio al suo amato. Cosí fece, ma morì ai piedi del feretro.

La leggende divenne popolare quando nel 1533 nella chiesa di San Pietro di Teruel trovarono due mummie attribuite agli amanti. Dal 1955 i resti dei presunti amanti di Teruel riposano in un mausoleo finemente decorato con due statue di marmo raffigurante gli amanti nell’eterno momento di “prendersi per mano”.

Mascleta, Fallas 2017: le impressioni di un Italiano

mascleta

Durante la Fallas di Valencia nella Plaza del Ayuntamento prende vita la Mascleta. Un evento che per i venti giorni di festa è quotidiano e che riunisce turisti e valensiani in un unico posto dove i protagonisti sono i petardi.


Fallas 2017: Valencia e la Mascleta in Plaza del Ayutamento

La Mascletá inizia alle 14.00 nella Plaza del Ayuntamento, né un minuto di più né uno meno. La gente affluisce numerosa tra le strade di Valencia tutti con un unico obiettivo: vedere la Mascletá!

Più ci si avvicina alla gabbia e più la folla si infittisce, iniziamo a farci largo tra la gente spingendo e chiedendo costantemente “Perdone” (“Mi scusi” in spagnolo) solo per accaparrare i posti più vicini alla gabbia dove verranno fatti esplodere chili e chili di polvere da sparo.
S’inganna l’attesa cantando con la musica che trasmette gli altoparlanti del Comune, e bevendo birra comprata da negozianti improvvisati, i quali promettono che un solo euro potrai godere di una lattina di birra fresca. Se sei fortunato la promessa la mantengono.

Un petardo scandisce quanto manca alla mascleta. Il secondo botto dice che manca meno, nel frattempo cerchi qui ti può vendere un’altra birra. La piazza è colma di gente tutte con lo sguardo rivolto alla gabbia. Nella gabbia si notano, appesi a dei fili, pacchetti di carta che di lì a poco scateneranno una serie di esplosioni da fare invidia a qualsiasi guerra in atto. Si sente il terzo “avviso”: questa esplosione indica che manca veramente poco.

L’orologio digitale dei cartelli pubblicitari scatta e indica che sono le 14.00. L’annuncio della fallera da il via all’esplosione di festa.

Le vibrazioni dell’esplosioni risuonano dentro il corpo, l’aria si comprime e si dilata ripetutamente mettendo sotto sforzo i timpani. Un leggero dolore di orecchie accompagna il finale della mascleta. È questo che ai valenciani piace, godere ogni esplosione, ogni vibrazione e sentire quanto possono sopportare le esplosioni generate all’interno di una piazza chiusa. Finisce l’evento con l’ennesima esplosione.

Applausi. Il pubblico si divide tra chi critica la mascleta e chi la apprezza. Gli esperti che giudicano se lo spettacolo è stato all’altezza analizzano la mascleta valutando molti fattori tra cui il ritmo delle esplosioni, la potenza e la durata della mascleta stessa.

La gente come niente fosse abbandona ordinatamente la piazza che è invasa dal fumo dell’esplosione dei petardi. Alcune persona hanno tra i capelli pezzetti di carta, è tutto quello che rimane dei petardi esplosi. È il momento di comprare un’altra birra. Il suolo della strada è un cimitero di lattine e bucce di semi di zucca: las Pipas. Gli spagnoli ne vanno matti, rosicchiano e sputano per terra la buccia non commestibile, lasciando dietro di loro un tappeto di bucce di semi di zucca.

Alcuni pompieri sono alle prese nell’estinguere un piccolo focolaio su di una palma. Qui a differenza di Milano danno fuoco alle palme involontariamente. A parte la battuta infelice la folla si ritira per iniziare a bere cervezas e mangiare tapas. Tutto quello che rimane della mascleta è solo il forte odore della polvere da sparo.

Sono pazzi questi valenciani!  🙂

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