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Mascleta, Fallas 2017: le impressioni di un Italiano

Durante la Fallas di Valencia nella Plaza del Ayuntamento prende vita la Mascleta. Un evento che per i venti giorni di festa è quotidiano e che riunisce turisti e valensiani in un unico posto dove i protagonisti sono i petardi.


Fallas 2017: Valencia e la Mascleta in Plaza del Ayutamento

La Mascletá inizia alle 14.00 nella Plaza del Ayuntamento, né un minuto di più né uno meno. La gente affluisce numerosa tra le strade di Valencia tutti con un unico obiettivo: vedere la Mascletá!

Più ci si avvicina alla gabbia e più la folla si infittisce, iniziamo a farci largo tra la gente spingendo e chiedendo costantemente “Perdone” (“Mi scusi” in spagnolo) solo per accaparrare i posti più vicini alla gabbia dove verranno fatti esplodere chili e chili di polvere da sparo.
S’inganna l’attesa cantando con la musica che trasmette gli altoparlanti del Comune, e bevendo birra comprata da negozianti improvvisati, i quali promettono che un solo euro potrai godere di una lattina di birra fresca. Se sei fortunato la promessa la mantengono.

Un petardo scandisce quanto manca alla mascleta. Il secondo botto dice che manca meno, nel frattempo cerchi qui ti può vendere un’altra birra. La piazza è colma di gente tutte con lo sguardo rivolto alla gabbia. Nella gabbia si notano, appesi a dei fili, pacchetti di carta che di lì a poco scateneranno una serie di esplosioni da fare invidia a qualsiasi guerra in atto. Si sente il terzo “avviso”: questa esplosione indica che manca veramente poco.

L’orologio digitale dei cartelli pubblicitari scatta e indica che sono le 14.00. L’annuncio della fallera da il via all’esplosione di festa.

Le vibrazioni dell’esplosioni risuonano dentro il corpo, l’aria si comprime e si dilata ripetutamente mettendo sotto sforzo i timpani. Un leggero dolore di orecchie accompagna il finale della mascleta. È questo che ai valenciani piace, godere ogni esplosione, ogni vibrazione e sentire quanto possono sopportare le esplosioni generate all’interno di una piazza chiusa. Finisce l’evento con l’ennesima esplosione.

Applausi. Il pubblico si divide tra chi critica la mascleta e chi la apprezza. Gli esperti che giudicano se lo spettacolo è stato all’altezza analizzano la mascleta valutando molti fattori tra cui il ritmo delle esplosioni, la potenza e la durata della mascleta stessa.

La gente come niente fosse abbandona ordinatamente la piazza che è invasa dal fumo dell’esplosione dei petardi. Alcune persona hanno tra i capelli pezzetti di carta, è tutto quello che rimane dei petardi esplosi. È il momento di comprare un’altra birra. Il suolo della strada è un cimitero di lattine e bucce di semi di zucca: las Pipas. Gli spagnoli ne vanno matti, rosicchiano e sputano per terra la buccia non commestibile, lasciando dietro di loro un tappeto di bucce di semi di zucca.

Alcuni pompieri sono alle prese nell’estinguere un piccolo focolaio su di una palma. Qui a differenza di Milano danno fuoco alle palme involontariamente. A parte la battuta infelice la folla si ritira per iniziare a bere cervezas e mangiare tapas. Tutto quello che rimane della mascleta è solo il forte odore della polvere da sparo.

Sono pazzi questi valenciani!  🙂

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